Il bonsai di azalea è senza dubbio il bonsai fiorito più popolare al mondo. Questi gioielli giapponesi, in particolare le varietà Satsuki, sono apprezzati per la loro incredibile propensione alla fioritura, i petali minuscoli e la capacità di sopportare anche potature radicali. L’azalea come bonsai porterà nella vostra collezione la dinamica unica del mutare delle stagioni. Selezioniamo e prepariamo con cura tutti gli alberelli affinché vi regalino solo gioia.
Le azalee giapponesi appartengono alle specie arboree delle zone temperate, il che significa che nelle nostre condizioni climatiche possono essere coltivate tutto l’anno come bonsai da esterno. La coltivazione del bonsai di azalea segue regole ben precise, che derivano dalle specifiche caratteristiche botaniche di questa pianta. Le azalee sono piante rigorosamente acidofile con un apparato radicale molto delicato e fibroso, sensibile alla siccità, al ristagno idrico e al contenuto di calcio nel terreno e nell’acqua. Una corretta cura del bonsai di azalea richiede quindi un approccio attento all’irrigazione, alla scelta del substrato e alla protezione invernale.
Le azalee prosperano al meglio in un luogo luminoso e semiombreggiato, protetto dal sole cocente di mezzogiorno, che potrebbe bruciare le foglie delicate e seccare prematuramente il vaso. Durante la piena fioritura, è ideale proteggere la pianta dalla pioggia battente, affinché i fiori mantengano più a lungo la loro bellezza e non marciscano.
Una corretta irrigazione del bonsai di azalea è la chiave del successo. Le radici delicate non devono mai seccarsi completamente, ma allo stesso tempo non devono rimanere a lungo in un ambiente troppo umido e fangoso. La qualità dell’acqua è fondamentale: le azalee non tollerano l’acqua dura e clorata della rete idrica. Per l’irrigazione utilizzate esclusivamente acqua piovana dolce, oppure acqua trattata o lasciata riposare a lungo.
Data la sua predilezione per l’acidità, l’azalea appassisce nel terreno comune e le foglie ingialliscono (clorosi). Richiede un substrato acido e aerato. Spesso la scelta migliore è il Kanuma giapponese – uno speciale substrato granulato leggermente acido, che respira perfettamente e mantiene un livello ottimale di umidità. È possibile utilizzare sia il Kanuma puro, sia una sua miscela con altri componenti acidi e aerati, a seconda delle vostre condizioni di coltivazione e del metodo di irrigazione.
La concimazione regolare del bonsai di azalea dalla primavera all’autunno con fertilizzanti organici è necessaria per garantire una fioritura abbondante l’anno successivo. Nel periodo in cui l’albero è in piena fioritura, si raccomanda generalmente di limitare la concimazione o, eventualmente, di sospenderla del tutto (soprattutto per gli alberi in condizioni di salute precaria), per non ridurre inutilmente la durata dei fiori stessi.
A livello mondiale, la varietà più utilizzata per il bonsai è l’azalea giapponese del gruppo Satsuki (botanicamente Rhododendron indicum). Queste piante sono state selezionate per secoli in Giappone proprio per la coltivazione in vasche. Si distinguono per le foglie minute e l’incredibile varietà dei fiori. In alcune cultivar capita addirittura che su un unico alberello fioriscano contemporaneamente diversi colori e motivi.
La potatura principale va effettuata subito dopo la fioritura (di solito nel corso del mese di giugno). Tutti i fiori appassiti, compresi i loro peduncoli e i baccelli, devono essere rimossi per evitare che la pianta si indebolisca a causa della produzione di semi, mentre i nuovi germogli vanno accorciati. Una potatura successiva, alla fine dell’estate o in autunno, è sconsigliata, poiché a quel punto l’azalea sta già formando i boccioli per la fioritura della primavera successiva e si rischierebbe di compromettere la fioritura. I rami delle azalee sono piuttosto fragili, pertanto l’eventuale modellatura del bonsai con fili di alluminio morbidi richiede la massima cautela e delicatezza.
Sebbene si tratti di piante da esterno, in vasi poco profondi il delicato apparato radicale delle azalee è vulnerabile. È necessario proteggere le radici nei vasi dalle gelate più intense, dal vento gelido che secca e dalla disidratazione. La soluzione ideale per le condizioni ceche è il svernamento in una serra fredda al riparo dal gelo, in una serra interrata o interrando il vaso nel terreno in un punto ombreggiato del giardino e proteggendo accuratamente sia il pane di terra che la parte fuori terra (ad es. con rami di pino).
La causa più comune è una potatura effettuata nel momento sbagliato. Se si pota l’alberello alla fine dell’estate o in autunno, si eliminano i boccioli già formati. Un altro motivo potrebbe essere una posizione troppo ombreggiata durante l’estate, quando l’albero non riceve abbastanza energia solare per la formazione dei boccioli, oppure un’alimentazione complessivamente insufficiente nella stagione precedente.